L'ultimo bacio di Misato - The End of Evangelion - Anime Italia

L’ultimo bacio di Misato – The End of Evangelion

L’ultimo bacio di Misato – The End of Evangelion

All’interno della saga di Neon Genesis Evangelion c’è un personaggio che è stato per molto tempo travisato a causa della complessità della sua personalità. Per carità, quasi tutti i protagonisti di questo Anime di Hideaki Anno posseggono una origine complessa e hanno una psicologia realistica che li rendono più “umani” rispetto agli altri personaggi di anime e manga. La signorina Misato però è stata per lungo tempo considerata soltanto una sorte di madre surrogata del protagonista. E nei scorsi decenni l’analisi critica dei recensori di Evangelion si è principalmente concentrata a sviscerare i segreti e le turbe psichiche degli altri personaggi, come Shinji, Asuka e Rey.
Misato è stato davvero per troppo tempo trascurata, seppur rappresenti il personaggio chiave dell’intera saga, poiché non è soltanto colei che fa da mentore al nostro protagonista, ma rappresenta anche il suo occhio interiore, una sorta di Super Io che incarna anche la parte di guida spirituale dello spettatore sempre più confuso, che osserva passivo – e spesso poco attento – le vicende delle ultime puntate dell’anime e i quasi 90 minuti del film finale.
In questo articolo analizzerò meglio il personaggio di Misato. E se siete interessati alla mia analisi su Asuka, Shinji e il finale del film “The End of the Evangelion” , commentate sotto al post e forse un giorno troverete qualche altro articolo su Evangelion e ditemi cosa ne pensate di questa riflessione.

Ovviamente da qui in avanti SPOILER…

“Questo è un bacio da adulti. E quando tornerai, ti darò il resto.”

Le ultime parole che Misato consegna a Shinji sono fra le più struggenti della storia degli anime. Giunti alla fine del conflitto con gli angeli, arrivati all’alba dell’apocalisse, con il quartiere centrale della Nerv distrutto, Misato tenta di salvare il suo allievo/beniamino/figlio putativo/giovane potenziale amante combattendo all’ultimo sangue contro le minacce che imperversano sulla strada per l’Eva-01, cercando di riportare Shinji alla realtà e di indurlo a combattere per il bene dell’umanità. Le cose però apparentemente così semplici sono bloccate da un problema irrisolto dentro la mente di Shinji.

Shinji non ama la violenza, eppure è l’unico soldato rimasto che può sfruttare gli Eva per sconfiggere l’arrivo degli Angeli Avvoltoi e salvare il pianeta. Misato se ne rende conto e più volte durante le puntate dell’anime lo ha spinto a lottare, per quanto prova disgusto nel praticare la guerra. Giunti però in un vicolo cieco, giunti alla fine della guerra e all’inizio dell’apocalisse, Misato lo supplica per l’ultima volta, per indurlo a compiere un sacrificio.
Da principio Shinji non vuole farlo. Non vuole combattere e salvare il pianeta o assecondare il piano di suo padre, che desidera “il perfezionamento dell’uomo”, ovvero l’estinzione dell'”individualità umana” in quanto tale. Misato però non ragiona come un soldato. Non riflette come un capo che ordina al suo sottoposto di andare in guerra. Misato sarà l’ultima persona totalmente umana – mentalmente e fisicamente – con cui Shinji interagirà prima dello scontro finale. Ed è in questo contesto che si cela l’importanza del gesto che la renderà famosa.

Misato riesce a far cedere Shinji come essere umano. Lo convince a combattere tramite un potente e lunghissimo bacio che possiamo definire passionale, sensuale, adulto, lascivo, pieno di desiderio frustrato e bisognoso di amore per entrambi. Tale bacio è al contempo però il suo addio, la sua umile implorazione e richiesta d’aiuto, un gesto atto a convincere il suo allievo a fare quello che ritiene necessario. Quello che è giusto. Quello che nessun’altro merita di vivere al di fuori di lui: lottare per sopravvivere.

Sono stati moltissimi gli spettatori che osservando la scena del bacio nel film finale sono rimasti meravigliati/imbarazzati/finanche un po’ disgustati, considerando tale gesto puro istinto e follia di una donna adulta di trenta anni che cede al piacere di un ragazzo che ne ha compiuto appena quindici. Eppure in questo gesto e nelle parole così sibilline pronunciate da Misato dopo il bacio si descrive perfettamente l’importanza che ha la donna matura nel processo di formazione di Shinji. E si delinea così – ancora una volta, come se fosse necessario per gli spettatori più disattenti – il significato profondo di Evangelion.

Ma chiariamoci: chi è Misato? Perché è così importante la sua figura?

Come detto, per moltissimo tempo Misato è stata vista da parte della critica come una madre surrogata. Una donna giovane, forte e coraggiosa che prende il posto della madre di Shinji quando questo è costretto a tornare in società, ad affrontare il confronto con il padre e l’assenza della madre (la madre di Shinji nella serie è morta durante uno dei precedenti impatti degli angeli sul pianeta). Misato convince Shinji a lavorare per la Nerv, a sacrificarsi per l’addestramento militare attraverso gli Eva. Accetta persino di convivere con Shinji e Asuka, assumendo un controllo molto simile a quello materno quando è a casa, per quanto poi si scoprirà quanto questa convivenza gli crei fastidio, disturbo, in quanto lei stessa non si reputa una buona “educatrice” e odia considerarsi una potenziale madre. Ed è proprio a causa di queste scoperte che non è possibile definire Misato solo come una donna che assume il ruolo di figura materna dei protagonisti (tutti orfani).

Nel corso delle puntate nell’anime scopriamo infatti delle verità di Misato molto contradditorie, che ci spiegano anche quanto sia importante per lei la sessualità, tema nascosto del prodotto di Anno. A poco a poco notiamo che in lei coesistono infatti due potenti fazioni che la spingono ad odiarsi e ad eccellere, segretamente nella sua psiche. Non è giustamente l’unico personaggio che soffre di questo dualismo intrinseco. L’altro grande personaggio dell’anime che soffre di questo problema di sdoppiamento della personalità è Asuka, ma mentre la giovane tedesca si odia e desidera eccellere per un bisogno esterno di accettazione da parte della società, Misato si odia e desidera eccellere per un bisogno e un turbamento completamente interiore, quasi autolesionista e patologico.

Per comprendere chi è Misato dobbiamo sapere cosa prova per sé stessa.
Durante le ultime due puntate dell’anime si è posti di fronte a una grandiosa seduta psicanalitica di gruppo, dove tutti i personaggi fondono la loro coscienza e parlano di sé stessi come se fossero quello che io chiamo “mente ad alveare”.
Tutti vedono tutti.
Tutti sanno cosa hanno fatto gli altri e cosa provano.
Tutti soprattutto sanno cosa desiderino le altre persone e sono spogliati dal loro velo di pudica privacy personale. Nudi e trasparenti di fronte la società, i protagonisti non possono coprirsi con le mani, mentire, nascondere le proprie pulsioni sessuali o inventare scuse e altre giustificazioni. Sono solo loro stessi ed è durante questo processo della fusione delle coscienze – che non è altro che la manifestazione del processo di perfezionamento dell’umanità desiderato e cercato da Gendo Mikari, il padre di Shinji – che Misato svela davvero cosa prova ed è costretta a svelare agli altri cosa desidera per sé stessa.

Misato ha un difficile rapporto con gli uomini, causato dal confronto/scontro con un padre amorevole, ma quasi sempre assente a causa dei suoi studi e del lavoro in Antartide. Divenendo orfana ed essendo l’unica donna sopravvissuta all’impatto del primo angelo al polo sud – incidente che uccide non solo il padre di Misato ma anche milioni di altre persone nel mondo – la nostra cara eroina assume un comportamento di amore e odio nei confronti dell’intero genere maschile, che lei sfrutta ed incolpa per il dolore/amore che il padre gli ha provocato. Ferita nel corpo e nello spirito, la bella sopravvissuta comincia a fare carriera nella Nerv, grazie alla sua ottima preparazione fisica, scientifica e alla sua ostinazione nel volersi vendicare nei confronti degli angeli. Per quanto però Misato riesca a farsi strada con merito dentro la Nerv, più dentro di lei si accresce un bisogno vorace, divorante, spesso violento e autodistruttivo, che le strugge il cuore: il bisogno fisico e mentale di essere amata da un uomo, che prenda il posto – e superi l’amore – di suo padre.

Il suo bisogno sessuale si delinea come un processo mentale di accettazione che prevarica il desiderio di essere riconosciuta come una ottima combattente e stratega. Lei riesce infatti a fare carriera senza che nessuno sospetti di nulla, nascondendo la parte più violenta e succuba di sé come la parte più nascosta del proprio carattere. Ad ogni passo in avanti però, ad ogni conquista sociale e politica che riesce ad affrontare, lei si scopre intimamente inadeguata alla posizione ottenuta, credendo – in torto – di non meritarsi tale fiducia che la società e la Nerv ripone in lei.

L’unico momento in cui si sente in pace con sè stessa e si sente di nuovo sicura avviene  quando condivide con gli altri la bellezza e la fragilità del suo corpo. Un segreto privato, morboso e dissonante, che non può mostrare a tutti, ma che ha bisogno di essere sdoganato per non sentirsi in colpa di “sfruttare gli altri”.

I momenti di estasi che vediamo nella serie, le scene in cui sentiamo o vediamo Misato fare l’amore o conversare con Kaji sono molto esplicative, poiché è in quei momenti che capiamo veramente come Misato vede sé stessa o si senta inadeguata in quanto donna. In lei infatti convivono diverse turbe psichiche – che paradossalmente la rendono la versione adulta di tutti gli altri protagonisti della serie e soprattutto di Shinji – e cerca in tutti i momenti di nasconderli e seppellirli, poiché fanno parte del suo rapporto malato con il passato e l’amore.

In Misato infatti riconosciamo: la sindrome del sopravvissuto, la sindrome di Stoccolma (di fatto sa di amare un uomo che la sfrutta e che la “rapisce” emotivamente per il suo lavoro spionistico), la sindrome dell’Impostore, l’autolesionismo e la ninfomania. Ad alcuni spettatori questa analisi farà storcere il naso, ma non sono io ad averlo notato, ma lo stesso Anno ad averla descritta così nelle scene in cui compare.

Per brevità, vi descrivo i suoi bisogni e le fobie, descritte in alcune scene dell’anime.
1)Misato ha bisogno di avere un uomo a letto per sentirsi sicura – Passeggiata con Kaji.
2)Misato ha bisogno che un uomo fidato la guardi nuda per quello che è (una donna fragile, con cicatrici nascoste proprio all’altezza del bacino e del seno), trovando così una giustificazione per odiare il proprio corpo e schernirsi – Seduta psichiatrica di gruppo dell’ultimo episodio.
3)Misato ha paura di essere divenuta troppo vecchia, ma al contempo ha il timore di trovare una relazione stabile, poiché così dovrebbe accettare l’inevitabile fatto che non è più giovane – Diverse conversazioni con Ritsuko.
4) Misato ha bisogno di sapere di essere considerata bella, ma desidera anche di essere “sporcata” tramite il sesso in quanto donna fallibile, per convincersi di non essere la perfettina che tutti credono che ella sia – Di nuovo passeggiata con Kaji.
5) Misato vorrebbe crearsi una famiglia ed infatti si propone lei stessa per ospitare Shinji e Asuka a casa sua, ma ha l’orrore di risultare imbranata, una cattiva donna e una pessima madre, ed è per questo che non riesce a comunicare seriamente con Shinji… se non verso la fine.

Misato desidera essere “sporcata”. Umiliata. Lo desidera così tanto che ha paura della sua sessualità e si mette a piangere davanti al suo amante, che per tranquillizzarla e farle credere che son tutte assurdità la bacia e la zittisce, in poche parole dimostrando ancora una volta quanto Misato avesse ragione su sé stessa.

In poche parole la nostra eroina ha molti complessi e dubita di avere dei pregi. Il suo bisogno di essere amata e toccata e così forte che quando ritrova il suo vecchio amico/amante non riesce a trattenersi, per quanto fosse stata avvertita dall’amica Ritsuko di non ricadere nel vizio e successivamente nella depressione dell’abbandono. C’è però qualcosa di più.

Misato è consapevole dell’attrazione che suscita negli uomini. E con questo supplizio emotivo non fa altro che rendersi vittima ai suoi stessi bisogni, prendendo sempre più coscienza del fatto che Shinji, il suo beniamino, il suo allievo, prova anch’esso attrazione sessuale nei suoi confronti.
Per carità, rispetto ad Asuka e Rei, Misato è un oggetto del desiderio meno potente per Shinji. Ma per quanto differente, per quanto la differenza d’età sia importante, l’attrazione sessuale è comunque presente e Misato – giunta alla fine – non può nascondere che ne è in una certa maniera lusingata. Considerando sopratutto come delle tre donne che fanno parte della vita del ragazzo lei è l’unica adulta – anzi, aggiungerei, L’UNICA DONNA, l’unica che sa cosa sia l’amore, il vero dolore e soprattutto il Sesso – Misato si rende conto che l’amore è l’unica guida che possa aiutare Shinji a sopravvivere. La persona rimasta che può offrirglielo è lei e per quanto la scena in cui Misato si offre a Shinji è una scena sofferta di consapevole fine imminente, dalle sue parole, dai suoi movimenti si legge un profondo senso di rispetto per quel desiderio adolescenziale che alla fin dei conti rende felici anche i suoi ultimi minuti di esistenza.

Shinji per divenire l’uomo e affrontare l’apocalisse deve conoscere l’amore, il vero amore, quello velenoso e portentoso che ti strugge l’anima e che rende possibile la comunione delle coscienze e l’inizio di una nuova vita. Misato sa che questo è il passaggio fondamentale per ogni essere vivente e per questo acconsente di interpretare il ruolo di motore scatenante, di scintilla emotiva che possa guidare Shinji verso il suo destino. Lei deve fare da guida e stimolo alla maturità di Shinji, poiché è l’unica donna che può farlo, che può convincerlo a salire sull’Eva senza rimpianti e con una promessa molto piacevole e tragica per il futuro.

Entrambi sanno che presto morirà. Entrambi sanno che raggiungere la maturità vuol dire accettare il diverso, accettare il demonio dentro sé stesso e che il piacere è una sfuggente parodia di una beffarda promessa. Se si ama, se si fa sesso, la vita continuerà a vincere, ma questo processo è lo stesso che conduce alla morte, alla distruzione e alla probabile stessa sostituzione degli esseri viventi, da parti degli uomini che verranno.

Misato sa che in quanto donna matura è solo l’oggetto del desiderio di un adolescente. Sa che Shinji non può dargli l’amore, il piacere sessuale che soltanto Kaji era riuscito a fargli vivere. Eppure prossima alla morte accetta di comunicare il proprio turbamento tramite un bacio, per fare in modo che Shinji superi l’adolescenza e venga avvelenato dalla maturità, da cui scaturisce nuova vita (quella che alla fine Shinji donerà assieme ad Asuka dopo la scena finale).

Misato è la donna del desiderio. La donna che permette a ciascuno di accettare il proprio bisogno di amare e per quanto lei si sente in colpa per essere così schiava della macchina biologica che possiede come corpo, lei interpreta la guida che condurrà l’eroe – e indirettamente lo spettatore – a comprendere la sua stessa scelta futura: non allinearsi.
Non fondersi.
Rimanere individui, per quanto sofferenti, e non far parte dell’UNICO.

La condivisione delle coscienze e il progetto del perfezionamento dell’uomo esiste già. Il sol termine che noi conosciamo per identificarlo, nella gioia come nella follia, è amore e per quanto progetto imperfetto e doloroso, è l’unica strada da intraprendere per realizzarsi in quanto viventi.

Link per vedere la scena del bacio su youtube:

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